Palazzo & cappella Cybo - #AielloCalabro
Nov 16, 2013Public
Photo: La Cappella Cybo (Ph. Bruno Pino)
#AielloCalabro

La Cappella Cybo, il cui prospetto è alla sinistra dell’atrio dell'ex Convento degli Osservanti, fu realizzata nel 1597. Tra gli esecutori materiali vi furono scalpellini di scuola fiorentina, che adottarono un linguaggio espressivo michelangiolesco.
Infatti, molti elementi del prospetto esterno richiamano al linguaggio scultoreo del grande Michelangelo (erme, timpani rettilinei spezzati, volti satireschi, conchiglie rovesciate). All’interno della cappella vi è l’altare a fastigio in marmi verdi, bianchi e neri di Calabria, al cui centro, ormai irrimediabilmente perduto era un affresco del ‘500 di scuola napoletana che raffigurava la Madonna delle Grazie.
Photo: Il Palazzo Cybo di notte (Ph. Bruno Pino)
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Tra i palazzi più importanti di Aiello, per bellezza architettonica ed eleganza, è il Cybo Malaspina-Giannuzzi (ora Viola) della fine del ‘500. Si trova in Piazza Plebiscito. Ha una elegante facciata in travertino, con un cornicione che divide il piano terra dal piano nobile. Il portale ha due colonne laterali di ordine dorico-tuscanico che reggono una trabeazione con maschera, su cui è il alcone con balaustre. Ancora, più su, sta un frontone triangolare spezzato con al centro lo stemma gentilizio (dei Giannuzzi). A destra e a sinistra del piano nobile vi sono finestre modanate, mentre quelle del piano terra sono inquadrate da mostre in pietra evocanti un bugnato. L’androne è in stile romano, con trabeazioni, nicchie, e scale decorate in pietra. Nella facciata laterale, infine, si possono ammirare le ringhiere dei balconi in ferro battuto.

LA SCHEDA
Palazzo Cybo-Malaspina Piazza Plebiscito
AIELLO CALABRO
Epoca: prima metà del XVII secolo;
Proprietà: Famiglia Viola;
Catastale: foglio 9, particella 59;
Vincolo: notifica del 23.06.1934, ai sensi della Legge 20.06.1909, n° 364.
Brevi note storico-architettoniche
Il palazzo, una delle emergenze architettoniche più rilevanti del Patrimonio Culturale aiellese, è conosciuto a tutti come Palazzo Cybo-Malaspina.
Pare essere verità (fonti: M. Cammera, G. Ceraudo), invece, che il palazzo (in “loco ditto in pede di Piaza) fu acquistato nel 1589 da Marco Giannuzzi Savelli dalla famiglia allora proprietaria, almeno dal 1504, dei De Amato, assieme al Suffeudo di Donna Guglielmina. Dunque del palazzo, in quell’epoca: “… la Camera Ducale (non) vi possiede abitazione alcuna, tantoché l’affittatore ed erario stanno a case d’affitto…”, ed inoltre, la Casa ducale Cybo “possiede solamente una stanza nell’angolo della città verso Ponente, situata sopra di un membro terraneo posseduto da D. Giuseppe Belmonte accosto un picciolo orticciuolo col Giardino del Reverendo D. Francesco Arlotti…”.
La proprietà del Palazzo rimane ai Giannuzzi sino a dopo il 1822. Dopo tale data l’edificio è acquistato dalla famiglia Viola, attuale proprietaria.
Danneggiato o distrutto dal terremoto del 1638, fu ricostruito nel quinquennio 1638-43.
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Presenta una facciata con intonaco rustico e paraste in pietra a “bugne” negli angoli. Un cornicione divide il piano terra dal piano nobile. Il portale ha due colonne laterali di ordine dorico-tuscanico che reggono una trabeazione con maschera, su cui è posto il balcone con balaustre. Ancora più su sta un frontone triangolare spezzato con al centro lo stemma gentilizio dei Giannuzzi. A destra e a sinistra del piano nobile vi sono finestre modanate, mentre quelle del piano terra sono inquadrate da mostre in pietra evocanti un bugnato. L’androne è in stile romano, con trabeazioni, nicchie, e scale decorate in pietra. Infine, nella facciata laterale, si possono ammirare le ringhiere dei balconi in ferro battuto.